Il mio 100 litri
Capacitá: vasca da 120 litri lordi. circa 100 litri netti
Fondo: strato di 4cm di terra della SERA ricoperto da uno strato di 3cm di ghiaietto inerte
Illuminazione: 2 lampade T5 da 24W. circa 0.5 W/L
Filtraggio: filtro esterno JBL E701 GREENLINE. filtrazione meccanica attraverso spugne e batterica grazie alla presenza di cannolicchi. presenza di un prefiltro GUSHGUARD.
manutenzione: cambio di 10 litri a settimana. l'acqua viene preparata aggiungendo ad acqua pura, ottenuta con osmosi inversa, una dose ridotta di sali SERA (Ca Mg e K) per portare l'acqua alla giusta conducibilità. Potatura ogni qual volta che le piante raggiungono la superficie, quindi solo per fini estetici.
Fertilizzazione: nessuna filtrazione chimica. semmai 1 volta l'anno inserimento di NUTRIBAL della DENNERLE nel fondo per rifertilizzarlo.
Allestimento: pietre laviche e legno di java.
Valori dell'acqua: pH:7.0; KH:5; GH:12; temperatura:26° conducibilità a 26°C: 600-650 uS/cm
Specie allevate:
FLORA:
- Vallisneria spiralis
Pianta molto decorativa probabilmente originaria del sud-est asiatico oggi risulta una specie cosmopolita. è di facile coltivazione. predilige acque dure o mediamente dure dove si riproduce molto velocemente. in acque tenere stenta a crescere e con GH inferiori a 5 è impossibile la sua coltivazione. si ripoduce per stoloni a una rapiditá impressionante se coltivata nelle sue condizioni ideali, per questo molti la considerano perfino di difficile gestione. personalmente credo che se tenuta sotto osservazione non causa alcun problema, anzi essendo una pianta molto bella dal verde intenso crea una effetto molto bello in vasca. le foglie raggiungono diverse altezze a seconda della specie. Vallisneria spiralis raggiunge lunghezze di poco più di 50cm. specie quali la Vallisneria gigantea può raggiungere lunghezze che vanno oltre il metro. attenzione alla potatura di questa pianta cosi come delle altre appartenenti al medesimo genere. non possedendo steli è sconsigliato tagliare la foglia per isolare la parte gialla o marciscente. una manovra del genere causerebbe la morte dell'intera foglia, di certo non l'effetto che avremmo desiderato. le foglie vanno staccate alla base della pianta, dove è presente una zona bianca, come se stessimo staccando le foglie ad un cesto di lattuga. non con uno strappo ma tirando delicatamente la foglia verso il basso, essa si staccherá da sola e la pianta non subirá alcun danno. come illuminazione non ha particolari esigenze. stesso discorso per quanto riguarda l'apporto di CO2. certo che con una buona illuminazione e un corretto apporto di CO2 si ottengono risultati migliori. possiede un modesto apparato radicale. tuttavia se il numero di piante è elevato questo può risultare un problema per le altre piante, visto che colonizzano velocemente anche il fondo. anche questa volta basta rimuovere gli stoloni prima che attechiscano e il gioco è fatto.
valori dell'acqua: pH: 6.5-8.0; GH: 5-20°dGH; temperatura: 15-28°C.
- Anubias nana
Varietà della specie Anubias berteri, Anubias nana è una pianta originaria del Camerun, in Africa. pianta a crescita lenta si adatta molto bene sia ad acque tenere che dure. è una pianta a mio parere molto bella con foglie di un verde intenso. raggiunge un alltezza che varia dai 5 ai 10-12cm. Per la sua coltivazione è consigliato l'ancoraggio della pianta ad un supporto, sia questo un legno o una roccia. Basta legare il rizoma al supporto su cui vogliamo che attacchi la pianta con una lenza da pesca e armarci di pazienza, infatti tempo una settimana e la pianta inizierà a mettere nuove foglie e soprattutto nuove radici che saranno saldamente attechite al supporto. occhio comunque a non legare troppo stretto il filo per evitare che la pianta venga danneggiata. la coltivazione a terra invece è sconsigliata. anche se non ho mai provato, qualsiasi libro che abbia letto riporta sempre una crescita rallentata se la si coltiva con le radici nel terreno. non necessita di una particolare illuminazione. anzi al contrario cresce meglio se coltivata con un illuminazione poco intensa. un illuminazione intensa provoca una proliferazione algale sulle pagine fogliari a causa della crescita lenta. dal punto di vista della fertilizzazione non ha particolari esigenze, certo un apporto di CO2 porta a risultati certamente migliori. si riproduce per rizoma, il che significa che basta tagliare il rizoma in un punto in modo da isolare due o tre foglie e avremo cosi una nuova pianta, se invece si decide di non potarla crea dei cespuglietti molto belli come quello mostrato in foto.
Valori dell'acqua: pH: 6-8.5; GH: 5-25°dGH e oltre. temperatura: 22-28°C.
- Cryptocryne wenditti "brown"
Cryptocoryne wenditti è una pianta originaria del nord-est dello Sri Lanka, in Asia. pianta a mio parere molto bella, io posseggo la varietà brown caratterizzata dalle foglie scure. esiste comunque anche una varietà green che, come suggerisce il nome, ha appunto una colorazione verde. le foglie sono lunghe dai 5 ai 15cm con una caratteristica forma ondulata ai bordi. in natura è una pianta che in genere vive in emersione, sulle sponde dei fiumi, tuttavia un po per la sua bellezza un po per la sua adattabilità a diverse condizioni, Cryptocoryne wenditti è forse la migliore tra le specie di cryptocoryne per la coltivazione in acquario. la pianta si adatta ad acque dure o tenere, acide o alcaline. non necessita di particolari fertilizzazioni, l'apporto di nutrienti principali è costituito comunque dal fondo; una buona ma cosciente fertilizzazione a colonna può portare a risultati migliori. come al solito un apporto di CO2 non fa di certo male. come illuminazione non ho mai avuto problemi con quella che ho in vasca. si riproduce per stoloni che si propagano sotto la sabbia. la riproduzione avviene dunque per stoloni, basta tagliarlo ad una distanza di 2-3cm dalla pianta madre per avere una nuova pianta da collocare altrove. forse unico difetto, se cosi lo possiamo definire, è il suo grosso apparato radicale che se aggiunto alla capacità di stolonare della pianta crea davvero dei problemi nel caso in cui si voglia spostare o rimuovere la pianta dall'acquario sollevando non poca terra. valori dell'acqua: pH: 5.5-8; GH: 4-30°dGH; temperatura: 20-30°C.
- Cryptocoryne nevillii (Cryptocoryne x willisii)
Appartenente alla famiglia delle araceae, come la wenditti brown, Cryptocoryne nevilli è una pianta originaria del centro dello Sri Lanka, in Asia. in natura è raro trovarla pienamente sommersa, è più una pianta che vive in emersione sulle rive dei fiumi. nella stagione secca solo le radici rimangono immerse nel terreno umido, condizione che persiste per oltre sei mesi. nella stagione umida la pianta vive sommersa e completa cosi il suo ciclo riproduttivo sessuato, vale a dire con la produzione di fiori. la sua attitudine alla vita emersa non la rende una specie adatta alla coltivazione in acquario. già sento i commenti del tipo: "ma cosa sta dicendo questo qui?! che ignorante...tutti sanno che la C.nevilli si coltiva benissimo in acquario". in realtà ciò che viene piantato in acquario non è la Cryptocoryne nevilli che si trova in natura ma è un ibrido, il nome corretto è Cryptocoryne x willisii, ibrido generato da Cryptocoryne parva incrociata probabilmente con Cryptocoryne walkeri o una Cryptocoryne beckettii. tuttavia questo ibrido è comunemente conosciuto in campo acquaristico come Cryptocoryne nevilli. al contrario di quest'ultima che come abbiamo detto ha uno sviluppo in natura prettamente emerso, cryptocoryne x willisii vive principalmente immersa. è una pianta dalla colorazione verde intensa con foglie lunghe e appuntite, raggiunge un altezza massima di 10-12cm. si riproduce per stoloni sotterranei, quindi per la sua riproduzione si faccia pure riferimento alla Cryptocoryne wenditti. è una pianta a crescita relativamente veloce per il suo genere. dal punto di vista della fertilizzazione non richiede particolari attenzioni tantè che la conducibilità nel suo habitat è sotto i 40 uS/cm. dal punto di vista dell'illuminazione una luce intensa è maggiormente indicata, tuttavia nel mio acquario con 0.5 W/L cresce discretamente. anche se nel suo habitat l'acqua in cui si trova è prevalentemente tenera, si adatta bene anche ad acque dure.
Valori dell'acqua: pH: 6.0-8.0: GH: 5-25°dGH; temperatura: 23-28°C.
- Echinodorus ozelot "red"
prima di iniziare a parlare della sua coltivazione in acquario una breve introduzione. Echinodorus ozelot non è presente in natura. essa è una "cultivar", un ibrido creato dall'uomo pertanto mai troveremo camminando per i fiumi americani, luogo originario del genere Echinodorus, un esemplare del genere. venne creata nel 1995 incrociando Echinodorus schlueteri "leopard" con Echinodorus x barthii, a loro volta ibridi. il nome Ozelot deriva dal pattern caratteristico di macchie scure che si formano sulle foglie, infatti la traduzione del vocabolo inglese "ozelot" o "ocelot" si riferisce al cosidetto gattopardo americano, un felino il cui manto ricorda il pattern sulle foglie della pianta. fatta questa piccola nota culturale, Echinodorus ozelot è una pianta a rosetta. raggiunge un'altezza massima di 20cm, sviluppa delle foglie ovali che schiariscono verso il verde oliva man mano raggiungono la dimensione finale. cresce bene in acque mediamente dure e leggermente acide, tuttavia tollera anche valori basici, meno acque molto tenere. la sua riproduzione in acquario avviene molto lentamente, scartata l'ipotesi di riprodurla mediante infloresenza e successiva fruttificazione, la pianta potrebbe riprodursi mediante produzione di piante avventizie al rizoma, come mostrato nella foto. la pianta piccola sulla sinistra è appunto una pianta figlia. tuttavia è un fenomeno molto molto lento. è una pianta che necessita di un fondo ben fertilizzato. il fondo pertanto rappresenta la principale fonte di approvigionamento della pianta. per lo stesso motivo Echinodorus ozelot sviluppa un forte e di discreta dimensione apparato radicale. l'aggiunta di CO2 è a mio parere consigliata. necessita di una luce di una certa intensità, quindi se vi apprestate alla coltivazione di questa specie assicuratevi di avere un discreto impianto di illuminazione.
Valori dell'acqua: pH: 5,5-8; GH:5-15°dGH; temperatura: 18-31°C.
- Hygrophila corimbosa
Largamente diffusa nel sud-est asiatico, Indonesia in particolare, nei campi coltivati viene addirittura considerata come erbaccia, Hygrophila corimbosa è una delle più note piante d'acquario. in natura è una pianta che si adatta a diverse condizioni. quasi completamente emersa durante la stagione secca con il fondo l'unica parte umida, completamente sommersa durante la stagione umida. cresce in acque mosse a volte anche molto rapide, per questo si ha una migliore crescita se posizionata vicino ad un movimento d'acqua per esempio quello generato dal filtro. avendo tentato la coltivazione in acqua stagnante vi assicuro che si hanno dei pessimi risultati. hygophila corimbosa è una pianta a stelo, con foglie allungate e dal verde acceso, raggiunge un altezza massima di 50cm. è una pianta il cui elemento essenziale, oltre al carbonio, è rappresentato dal potassio. per questo è molto sensibile a carenze di potassio, i sintomi sono foglie apicali piccole e di colorazione brunastra. la principale fonte di approvigionamento è costituita dal fondo che deve essere sempre ricco di nutrienti, a tal proposito anche essendo una pianta a stelo possiede un discreto apparato radicale. richiede un illuminazione di media intensità, 0.5W/L possono andare bene, comunque più l'illuminazione è intensa più lo stelo aumenta di dimensione, raggiungendo anche i 4-5mm. la riproduzione in acquario avviene per taglio dello stelo sopra l'internodo e successiva messa a dimora dello stelo tagliato. la pianta madre butterà dopo poco tempo nuove foglie. la somministrazione di CO2 è altamente consigliata. se ben fertilizzata e tenuta in acqua mossa è una pianta a crescita veloce.
Valori dell'acqua: pH: 5.5-8; GH: 6-21°dGH; temperatura 20-28°C.
- Vascularia dubiana
Vesicularia dubiana comunemente conosciuto come muschio di java è originario delle isole Sunda nelle Filippine. è un muschio perenne che in natura cresce per buona parte dell'anno in emersione. cresce sulle rive umide dei fiumi in genere attaccato a roccie o tronchi d'albero. durante la stagione umida invece vive immersa in acqua. è una specie nota per le sue incredibili capacità di adattamento. vive in acque sia dure che tenere, acide che alcaline, con illuminazione intensa o scarsa senza mostrare alcun effetto deleterio per la pianta stessa. è utilizzata in acquariofilia come pianta da ancoraggio a elementi decorativi. infatti, usando lo stesso metodo descritto per Anubias nana si possono legare i piccolissimi steli con un filo da pesca a qualsiasi superficie: legni, pietre, fondale... non ha alcuna pretesa dal punto di vista della fertilizzazione. la potatura viene effettuata per motivi puramente estetici. possiamo potarla a qualsiasi altezza e in qualsiasi modo. se non potata forma dei cespugli che raggiungono un altezza anche di 17cm. la crescita è lenta come tutti i muschi, quindi vedere steli di 17cm richiederà un po di pazienza. è sconsigliato l'inserimento della pianta in acquari con un intensa fertilizzazione e pochi piantumati, il che è un controsenso, e in vasche appena avviate. infatti la crescita lenta è causa di una consistente proliferazione algale che rende Vesicularia dubiana davvero poco estetica. se dovesse accadere basterebbe comunque togliere il muschio dall'acqua e lasciarlo in emersione per il tempo necessario a far morire le alghe. è una pianta che cresce anche con il metodo "dry start" discusso in dettaglio nell'apposita sezione. ottima pianta da utilizzare con caridine per via della sua buona crescita in assenza di fertilizzanti, molto apprezzata inoltre dai piccoli crostacei.
Valori dell'acqua: pH:5.0-8.0; GH:4-30°dGH; temperatura:15-30°C
- Echinodorus quadricostatus "magdalenensis"
originaria del sud e centro america, Echinodorus quadricostatus è un'altra famosissima pianta d'acquario. forma caratteristici cespuglietti dalle foglie verdi intenso lunghe tra i 20 e i 25cm. non ha particolari esigenze in termini di fertilizzazione. si adatta perfettamente sia ad acque tenere che dure, mentre preferisce un ambiente leggeremente basico o neutro. tuttavia in acqua tenere manifesta più facilmente segni di clorosi (ingiallimento fogliare) forse dovuto a deficenza di ferro. si riproduce per stoloni, e direi che sia impossibile non vedere in vasca la riproduzione di questa specie. infatti si riproduce ad un tasso elevatissimo, gli stoloni crescono incessantemente tanto che in poche settimane potrebbe, se lasciata libera di svilupparsi, ricoprire gran parte del fondo. una pianta madre può emettere anche più di uno stolone da cui le piantine crescono formando una catena. per ottenere una nuova piantina basta tagliare lo stolone prestando cura a lasciare due o tre centimetri di stolone per permettere l'utilizzo di sostanze nutritive porvenienti da esso e garantendo cosi l'attecchimento. pur essendo la più piccola delle specie di Echinodorus, Echinodorus quadricostatus possiede come tutte le piante del suo genere un discreto apparato radicale. inoltre come tutte le echinodorus il fondo rappresenta la principale fonte di approvigionamento della pianta. il fondale ottimale è rappresentato da un fondo fine in cui gli stoloni possono muoversi liberamente, anche se tendono a svilupparsi sopra il fondale. l'utilizzo di CO2 è a mio parere consigliato per una corretta crescita. l'illuminazione può variare da debole a intensa, tutto dipende dall'effetto che volete ottenere. una luce più intensa produce foglie di un verde più scuro.
Valori dell'acqua: pH: 6-7.5; GH: 5-18°dGH; temperatura: 20-28°C
- Microsorum philippine
a mio parere una pianta fantastica, Microsorum philippine è una pianta diffusa, come si può intuire dal nome, in Asia tropicale, più in particolare nelle Filippine. in natura è una pianta anfibia, ovvero cresce in alternanza di periodi secchi e umidi. anzi pare che in natura la si ritrovi nei luoghi più "estremi" se cosi possiamo dire. tra le roccie di un fondale prevalentemente sassoso nello Sri Lanka piuttosto che in semiemersione in un fiume dalle acque tranquille della Papua New Guinea. addirittura la varietà philippine pare sia stata rinvenuta per la prima volta in zone d'estuario sottoposte a frequenti maree quindi a rimescolanza di acqua dolce e salata. è caratterizzata dalla presenza di un massiccio rizoma che si sviluppa in maniera molto molto lenta. credo che sia una delle piante a crescita più lenta coltivata in acquario, ragion per cui il suo prezzo sul mercato è piuttosto alto. sviluppa foglie di un verde intenso dalla lunghezza di 20cm massimo. come altre piante descritte in precedenza cresce ottimamente se attacata ad elementi decorativi. nel mio acquario si trova fissato al legno di java. per il fissaggio si seguano le stesse istruzioni descritte in precedenza. non cresce bene, cosi come per Anubias nana se piantata direttamente nel substrato. la riproduzione avviene per taglio del rizoma, basta isolare due o tre foglioline per ottenere una nuova pianta pronta ad essere fissata.cresce bene in acqua sia tenera che dura, con un illuminazione sia intensa che debole. una crescita ottimale si ha con un intensa illuminazione e un pH leggermente acido. l'utilizzo di CO2 è caldamente consigliato. una mancanza di carbonio renderebbe la crescita ancora più lenta. dal punto di vista della fertilizzazione si può benissimo fare a meno dell'uso di fertilizzanti. inoltre visto il luogo d'origine tollera benissimo anche valori piuttosto alti di conducibilità. valori dell'acqua: pH:5-5,8; GH:3-18°dGH; temperatura:20-28°C
- Ceratophillum demersum
ci sarebbe davvero molto da dire su questa pianta a dir poco storica non solo in acquariofilia ma in tutta la botanica, tattavia qui mi limiterò a farne una brevissima descrizione (potete trovare notizie sparse su questa pianta in varie parti della sezione "chimica dell'acquario"). dal nord Europa all'Asia orientale dal sud America al lago Tanganika, Ceratophillum demersum è praticamente cosmopolita. Ceratophillum demersum è una specie galleggiante anche se a prima vista la forma non lo farebbe intuire. infatti questa pianta è priva di radici, si sviluppa creando nuovi getti dallo stelo principale, getti che a loro volta crescerando e ne daranno origine ad altri e cosi via. crea effetti davvero suggestivi in acquario e questo fa si che sia una delle piante più ricercate nell'ambito dell'acquariofilia. ha tuttavia un difetto non poco rilevante, è una pianta estremamente fragile, basta toccarla con lieve forza per provocare la rottura dello stelo. dal punto di vista delle condizioni acquatiche predilige acque dure o mediamente dure e leggermente alcaline. richiede una luce moderata, con 0.5 W/L e considerando che si trova in una posizione piuttosto ombrosa nel mio acquario cresce a ritmi costanti. devo dire che avendo provato a coltivarla sottoponendola alla luce diretta del sole la pianta cresce più velocemente e assume un colore leggermente rosso, magari un'illuminazione più intensa darebbe risultati migliori, tuttavia nel mio acquario non ho mai avuto risultati insoddisfacenti. è una pianta a crescita rapida. è inoltre nota per le sue alte capacità di depurare le acque. infatti assume molto velocemente metalli pesanti che potrebbero essere tossici in elevate quantità. oltre a questa è stata una protagonista nei recenti studi sull'allelopatia (puoi approfondire l'argomento nell'apposita sezione in "chimica dell'acquario') è raccomandabile inserirla in quegli acquari dove spesso si hanno delle infestazioni algali. l'uso di CO2 è come al solito consigliato. valori dell'acqua: pH 7-8; GH: 12-20°dGH; temperatura: <30°C
- Aegagropila linnaei (cladophora aegagropila)
consciuta meglio come Cladophora aegagrophila non possiamo definire Aegagropila linnaei come appartente al gruppo delle piante, semplicemente perchè non lo è. di fatto questa specie molto particolare è un alga verde. originaria del centro e est Europa cresce sul fondo dei laghi o in fiumi dalle acque tranquillissime. è una simpatica alga che crea caratteristiche palle verdi laddove si fa attecchire. è una delle specie a crescita più lenta conosciute in acquario. secondo studi la crescita dell'alga è di circa 5-10cm l'anno. pensate che in natura si trovano palle dal diametro di 20-21cm il che significa che hanno un età tra i 14 e i 16 anni. per la crescita in acquario basta legarla ad un supporto e armarsi di tanta tanta pazienza. non richiede di un illuminazione particolarmente intensa, nè di una specifica fertilizzazione. c'è da dire che se invece non si fornisce un minimo nutrimento Cladophora aegagrophila non cresce per nulla. in linea generale necessita, come tutte le alghe, di sostanze nutritive di natura organica, le quali vengono già di per se prodotte in acquario. la riproduzione avviene per semplice separazione da un'altra pianta di alcuni ciuffetti che saranno poi legati ad un nuovo supporto. devo dire che è molto utile per le caridine che amano cercare incessantemente cibo rimasto incastrato nei sottilissimi steli dell'alga. valori dell'acqua: pH:5.5-8.5; GH:3-30°dGH; temperatura: 5-27°C