FONDAMENTI DI GENETICA
Ora tratteremo un argomento un pò ostico alla stragrande maggiornanza degli allevatori ma che risulta di notevole importanza per chi vuole iniziare un proprio ceppo che siano canarini, cocorite, cardellini o Ara. Data la vastità dell'argomento qui tratteremo solo le basi per la comprensioni della genetica in allevamento se non dovesse risultarvi sufficiente ciò che scrivero consiglio di acquistare un qualsiasi libro o consultare ad esempio wikipedia (infatti cio che scrivero proviene da trattati universitari free che si possono travare online).
Per iniziare a comprendere la genetica dobbiamo comprendere cosa ha studiato il padre della teoria genetica cioè il buon Gregor Mendel che fù il primo a chiedersi come i genitori trasmettono i proprio caratteri alla prole. Per far ciò fece degli esperimenti su delle piante di piselli e ne osservo alcuni caratteri distintivi (colore, altezza, ecc) questo non è molto differente da come si trasmettono le mutazioni negli uccelli ma anche in tutto il mondo animale. Arrivo quindi a scrivere alcuni importanti princili ancora validi oggi!
PRIMA LEGGE DI MENDEL
Secondo Mendel, ogni individuo per ogni carattere possiede due fattori, uno di origine paterna l'altro di origine materna, Quando si formano i gameti (cellula riproduttiva) tali fattori si separano ed ogni gamete ne eredita solo uno.
Per indicare le forme alternative di un carattere Mendel utilizzava una semplice notazione, le lettere dell'alfabeto maiuscole per i fattori dominanti (quei fattori che inibiscono la manifestazione di altri caratteri corrispondenti antagonisti) e la minuscola per i fattori recessivi (fattori che compaiono a partire dalla seconda generazione F2 accoppaindo due soggetti provenienti dalla F1 ottenuto da due linee pure di sangue). Se entrambi i fattori sono maiuscoli o minuscoli (AA o aa ) si dice che il soggetto appartiene ad una linea pura. Ne deduciamo quindi che se combiniamo questa due famiglie nella F1 otterremo per forza di cose tutti soggetti che presentano entrambi i fattori (Aa) ma solo il fattore dominante si rende visibile mentre quello recessivo rimane latente (si presenterà se e solo se sarà presente in doppia combinazione cioè aa nelle generazioni successive).
Fino ad ora abbiamo utilizzato una terminologia obsoleta, dato che se gli studi di Mendel sono stati fatti nell '800 e le sue teorie sono alla base della genetica, non si puo pensare che il mondo scientifico non sia andato avanti in questi studi. Utilizzando una terminologia moderna si parla di geni per indicare ciò che Mendel chiamava fattori mentre allele le forme che il gene puo assumere (le lettere maiucole/minuscole nella notazione di Mendel).
L'insieme delle caratteristiche interne esterne e comportamentali che un soggetto puo assumenre si definiscono fenotipo mentre l'insieme dei geni che determinano queste caratteristiche si definisce genotipo dell'individuo. Individui che per un dato carattere presentano alleli uguali sono detti omozigoti per quel carattere, viceversa se hanno alleli distinti si definiscono eterozigoti. Quindi un soggetto che si presenta come “AA” si intende un OMOZIGOTE, con “aa” un rosso-bruno (non indico nuovamente omozigote perchè essendo una mutazione recessiva è ovvio che deve essere omozigote per manifestarsi fenotipicamente!) e con “Aa” un soggetto ETEROZIGOTE che fenotipicamente ci appare con il fattore dominante "A" ma che genotipicamente porta anche il gene "a" (per tanto che soggetti si definiscono portatori di "a").
SECONDA LEGGE DI MENDEL
La seconda legge di Mendel si occupa dell'incrocio tra due soggetti ETEROZIGOTI. Questa è più semplice da spiegare se facciamo uso di uno dei famosi schemi di Mendel.
quindi mendel affermava che accoppiando due soggetti eterozigoti la possibile prole sarebbe stata:
-50% presenterebbero col fattore dominante ma eterozigoti;
-25% presenterebbero col fattore dominante ma omozigoti;
-25% presenterebbero col fattore recessivo;
ma questo ci porta a definire un altro principio di Mendel, dato che i geni che ogni soggetto possiede sono moltissimi!
TERZA LEGGE DI MENDEL
La terza legge di Mendel riguarda l'incrocio di soggetti omozigoti che differiscono per più di un carattere antagonista. Mendel con questa legge tirò le somme della sua teoria, considerando piu di un fattore alle volta. Per semplicità considerò due mutazioni distinte ma questo vale anche se prendiamo l'intero genoma.
Mendel si accorse quindi che incrociando due individui differenti per più caratteri, si può osservare che ciascun carattere compare nei figli indipendentemente dagli altri e variamente associato. (ossia incrociando piselli a semi gialli e lisci con altri a semi verdi e grinzosi), si ottiene una prima generazione costituita interamente da piselli gialli e lisci, essendo questi caratteri dominanti. Perciò mentre nella prima generazione (F1) si hanno tutti individui con i caratteri dominanti, nella seconda generazione (F2) compaiono individui con caratteri variamente associati precisamente:
- 9/16 presenterebbero con entrambi i fattore dominante ma eterozigoti;
- 3/16 presenterebbero dominanti per una caratteristica e recessivi per l'altra
- 3/16 presenterebbero dominanti per una caratteristica e recessivi per l'altra
- 1/16 presenterebbero col fattore recessivo;
DOMINANZA INTERMEDIA
È da tenere inoltre presente che, alcuni caratteri di natura recessiva, qualora combinati tra loro, danno origine ad una “DOMINANZA INTERMEDIA” ove nessuno prevale nettamente evidenziando, pertanto, un fenotipo logicamente intermedio
MUTAZIONI SESSO-LEGATE
Esistono alucni caratteri strettamente legati al sesso cioè se per un sesso sono dominanti per l'altro sono recessive e quindi in questo compariranno solo se in doppio fattore. Questi tipi di accoppaiamenti sono utili per sapere il sesso dei pullus alla nascita (o meglio con le prime piume).
Innanzitutto dobbiamo sapere che i geni che codificano il sesso sono due, indicati dalle lettere X e Y. Negli UCCELLI (nell'uomo accade il contrario!!) il maschio è il soggetto con i geni XX e la femmina XY. Quando una mutazione è sesso-legata significa che un particolare gene viaggia sempre legato al gene X che indicheremo con Xp. Quindi, il maschio ogni volta trasmetterà una Xp che andrà ad incontrarsi o con la X o con la Y trasmessa dalla femmina, se si incontra con una X nascerà un maschio che sarà portatore della mutazione sesso-legata se invece si incontra con la Y nascerà una femmina della mutazione sesso-legata. Accoppiando invece una femmina che presenta la mutazione sessolegata con un maschio che non presenta in alcun modo questa mutazione, avremo tutti soggetti che non presentano la mutazione sesso-legata con i maschi tutti portatori della mutazione.