scrivere questi articoli richiede molto tempo pertanto informo che questa e le altre pagine sono una bozza di quello che sarà il risultato finale. chiedo a tutti coloro che leggeranno questo articolo di perdonarmi per la presenza di eventuali inesattezze o errori grammaticali. quando l'articolo sarà scritto in forma definitiva gli eventuali errori verranno certamente corretti e le pagine verranno senz'altro migliorate con l'aggiunta di dettagli e immagini. grazie per l'attenzione.
un piccolo esperimento con l'akadama
se sei in questa pagina probabilmente stavi leggendo la pagina dedicata al fondo (se non l'hai fatto magari dagli un'occhiata... magari solo per curiosità o semplicemente per accordarci col lessico) oppure eri in cerca di informazioni riguardo questa particolare terra.
a dir la verità qui non si parlerà solo di akadama. proverò a descirvervi un piccolo esperimento per mostrarvi cosa può fare un buon fondo, anche se la nostra vasca si trova in condizioni pessime, condizioni nelle quali mi sono appunto messo.
sinceramente agli albori ero molto scettico riguardo questi materiali alternativi, per cui non speravo molto in questo progetto. ed ecco che con molta diffidenza piazzai all'aperto, privo di alcun filtro o movimento d'acqua una piccola vaschetta da 15 litri per poi stupirmi per i traguardi ottenuti, diciamo cosi, per caso o solo per provare...
ho voluto riportare proprio questa prima esperienza, con tutte le difficoltà che chiunque può trovarsi davanti a qualcosa di nuovo, e non esperienze successive proprio perchè sono del parere che si impari molto di più dagli errori anzichè dalla guida dove viene mostrato passo passo come fare senza compiere il minimo errore. per cui perdonatemi se troverete scritto di tutto, ma se è servito a me spero possa servire anche a voi. le foto sono ciò che c'è di più lontano da una bella fotografia. prendevo qualche appunto su un foglietto volante e le foto servivano a me per vedere i progressi di settimana in settimana, senza badare molto all'estetica... comunque sia, ora entriamo nel vivo!
GIORNO 1
la vasca
la vasca è una comunissima vaschetta di plastica da 15 litri circa, nulla di spettacolare...
il fondo è cosi costituito:
- concime a lenta cessione: si tratta di un concime chimico di utilizzo agronomico studiato per rilasciare in un periodo di circa un anno e nel modo piè costante possibile i nutrienti. ero indeciso sul suo utilizzo; nel dubbio l'ho comunque utilizzato anche se a posteriori posso dire che non lo riutilizzerò un'altra volta. semplicemente non mi piace l'idea di avere una specie di bomba chimica piazzata a fondo vasca. va inserito proprio per il suo altissimo contenuto di azoto e fosforo (molto dannosi, anzi letali in acquario ma pur sempre indispensabili per la coltivazione di agrumi, l'utilizzo primo di questi fertilizzanti) a diretto contatto con la vasca. le quantità devono essere minime, qualche grammo (5-10 grammi) possono bastare.
- torba: la torba che utilizzo è semplice torba acida di sfagno. essa è un ottima candidata per la sostituzione del concime a lenta cessione: naturale, con pochi spiccioli se ne prende una quantità tale da preparare fondi per decine e decine divasche e offre un sacco di benefici. ATTENZIONE ALLE QUANTITA'! la torba è si un ottimo materiale fertilizzante ma è anche nota per il suo elevato potere acidificante e per il grande quantitativo di sostanze in grado di rilasciare (per altre informazioni vedi la pagina dedicata al fondo nella sezione "chimica dell'acquario"). uno strato di 0.2-0.4mm è più che sufficiente e come vedremo ho anche ecceduto nelle quantità. va inserito a diretto contatto con il fondo, ovvero il più lontano possibile dal contatto diretto con l'acqua.
- pozzolana: terra allofana di origine vulcanica. non utilizzata per la sua CEC che è molto bassa nè per la sua quantità di micronutrienti (c'è di meglio in giro) ma per via della sua porosità e granulometria. essa consente all'apparato radicale un solido ancoraggio. inoltre è garantito un certo ricircolo d'acqua grazie agli spazi che lascia tra un grano e l'altro in modo da permettere l'attività aerobica da parte dei batteri. in questo caso ne ho utilizzato uno strato di circa 3cm.
- akadama: terra allofana originaria del monte Fuji. assicuratevi di acquistare solo quella originale. esistono infatti molti falsi che simulano l'aspetto ma non le caratteristiche. è nota, e qui per l'appunto utilizzata, per la sua elevata CEC. in tal modo si rende disponibile alla radice sostanze il cui assorbimento è favorito se è la radice ad acquisirlo. porta ad un abbassamento dei principali valori, KH, GH e pH in virtù dela sua CEC. ci si aspetta per tanto nei primi giorni un crollo di tali valori su cui andremo poi ad agire.
ed ecco qua il nostro fondo
ricapitolando, dal basso verso l'alto: pochi grammi di concime a lenta cessione, uno strato di 0.3mm di torba, uno strato di 3cm di pozzolana (granulometria: 2-5mm) e infine uno da 2cm di akadama (granulometria: 2-4mm).
per i primi giorni la vasca è stata avviata senza alcun immissione di CO
2 per non influenzare ulteriormente gli sbalzi di pH.
ah dimenticavo... l'acqua... ho usato l&39acqua di un ruscello vicino casa, i cui valori sono un po spiazzanti:
pH: 6.1
KH: 15°dKH
GH: >30°dGH
anche in questo caso a posteriori la scelta mi pare discutibile... purtoppo non ero in possesso di un conducimetro quindi non ho potuto stabilirne il valore, senza alcun dubbio doveva essere alle stelle. provare non fa mai male comunque, giusto? e poi, manco a dirlo, a fine periodo non sembrerebbe nemmeno aver usato un acqua del genere.
la scelta ricade sul fatto che un'acqua cosi ricca di carbonati, in teoria, avrebbe dovuto saturare l'akadama molto più velocemente e soprattutto spontaneamente. senza dover aggiungere fertilizzanti o sali in vasca. comunque sia, andiamo avanti!
GIORNO 2
dopo un giorno dall'inizio misuro i valori dell'acqua che riporto di seguito:
pH: 6.8
KH: 6°dKH
GH: 25°dGH
primo valore inaspettato: il pH. mi aspettavo che calasse a picco visto l'effetto congiunto di akadama e torba e invece risulta più alto di 0.7. in realtà questo effetto è dovuto alla torba. essa infatti cede si H
+ ma è anche vero che porta alla formazione di sali con un elevato potere tamponante. evidentemente essi hanno fatto da tampone alla variazione di pH facendolo oscillare di poco, addirittura instaurando un nuovo equilibrio con un pH più neutro.
invece KH e GH sono scesi, assorbiti sia dall'akadama che dalla torba. notare che il KH si è abbassato di ben 9°dKH! certo non poco... ora il valore è molto più accettabile. non si può dire la stessa cosa per il GH. almeno ora sappiamo il valore che di certo non è molto incoraggiante. comunque sia teniamo conto dell'assenza di CO
2 e anche dell'assenza di piante in vasca che saranno fonte di ulteriori sbalzi.
GIORNO 4
ore 9:15: il pH è salito a 8,2. ancora effetto della torba? o dell'attività batterica? ricordo che l'acqua utilizzta è prelevata da un fiume, quindi già carica di batteri (in teoria), inoltre non avendo nessun filtro da far maturare... decisi di fregarmene completamente...
sincereamente non saprei con certezza quale fattore abbia contribiuto ad un innalzamento del pH, fatto sta che il sistema non è stabile e che certamente il KH è sceso ancora (altrimenti non avrei avuto uno sbalzo tale).
per abbassare il pH ho provveduto ad inserire l'erogatore di CO
2 ed a effettuare un cambio parziale con acqua di RO. misurato il pH esso sembrerebbe essersi arrestato intorno ai 7,2-7,3. decido, stupidamente forse, spinto dall'impazienza di inserire le piante in vasca.
le specie che ho inserito sono:
- Rotala Rotundifolia
- Hygrophila Corymbosa
- Echinodorus Quadricostatus (Magdalenensis)
- Criptocoryne Wenditti Brown
- Alternanthera Roseifolia
- Vallisneria Spiralis
- Hemianthus Micranthemoides
la CO
2 è regolata sulle 60 bolle al minuto. utilizzerò come fertilizzante liquido il buon vecchio PMDD. questa esperienza è anche un modo per vedere come utilizzare il PMDD, essendo stata la prima volta che lo utilizzai ammetto di aver avuto un po di difficoltà anche nel dosarlo, come i più esperti potranno notare... abbiate pazienza.
GIORNO 5
inizio la somministrazione di MgSO
4 (solfuro di magnesio) e KNO
3 (nitrato di potassio) in dosi di 5mL ciascuno. le piante ovviamente non subiscono grossi miglioramenti ma nemmeno peggioramenti.
GIORNO 6
riduco la somministrazione di MgSO
4 e KNO
3 a 3mL ciascuno. questo perchè non voglio bombardare di nutrienti il fondo facendo cosi perdere le sue proprietà. infatti caricando eccessivamente l'akadama esso inizialmente tende ad assorbire a più non posso i nutrienti fino ad arrivare ad un punto in cui la sua capacità di accumulo risulta nulla. bisogna anche tener conto che il fondo rilascia a sua volta nutrienti che se presenti in eccesso possono essere un serio problema. un punto fortemente negativo che risulta da questa sperimentazione è l'eccessiva quantità di nutrienti che ho utilizzato nella gestione della vasca, come sarà evidente nel proseguo dell'esperimento.
GIORNO 9
nel tardo pomeriggio, a qualche ore dalla fine del fotoperiodo diretto, il pHmetro segna imperterrito 7,9-8,0. decido quindi di inserire in vasca un piccolo pezzo di corteccia d]abete per acidificare l&39acqua. circa 2-3 ore dopo il pH era sceso a 7,6. le piante crescono a stento evidentemente l&39akadama assorbe tutto ciò che inserisco in vasca. la Criptocoryne è la piante che pi&249 ne mostra i segni: ha perso tutte le foglie.
inserisco in vasca delle planorbarius (delle piccole lumachine) per velocizzare i processi di decomposizione. tuttavia in mezzo a tutte queste difficolta si nota qualcosa di positivo: vi è la pi&249 totale assenza di alghe cosa che, considerato l'elevato carico di nutrienti e l'esposizione diretta alla luce solare, è da considerarsi un buon segno ma anche una conferma del fatto che il fondo sta assorbendo tutto. concimato con 3mL di microelementi, 3mL di ferro chelato, 5ml di KNO
3 e altrettanti 5mL di MgSO
4.
GIORNO 10
in mattinata il pH misura 7,3, il KH 5. l'alcalinità sembra essere ad un livello tale da escludere l'effetto di grosse fluttuazioni giorno-notte. per cui la corteccia ha fatto il suo effetto. la criptocoryne sembra averci lasciato. senza contare che le plano hanno iniziato a mangiare tutte le foglie che erano già in via di decomposizione. a fine giornata il pH misura 6,9. un valore perfetto al quale gli scambi di nutrienti tra piante e ambiente circostante sono favoriti. tuttavia non so per quale strano motivo ma lascio stoltamente la corteccia in vasca... mossa molto sbagliata
GIORNO 11
in mattinata il pHmetro segnava 4,8. tanto che pensai che qualcosa nel pHmetro non andasse, ma no era proprio sotto il 5... effetto congiunto della corteccia e della respirazione vegetale. tuttavia a prima vista le plano sembravano comportarsi come se nulla fosse. fidandomi della misurazione feci immediatamente diversi cambi parziali con acqua di rete fino a portare il pH a 7,0. la corteccia è stata rimossa, avrei dovuto farlo ieri... la lezione è comunque servita, eccome!
riporto qui delle considerazioni sulla cresita delle piante che annotai su un foglietto, visto che le piante erano in vasca ormai da una settimana:
- Rotala Rotundifolia: crescita sostenuta, foglie sane, nessuna carenza riscontrata
- Hygrophila Corymbosa: macchie rosse sulle pagine fogliari ma non lungo le nervature sintomo di una carenza di fosfato, crescita stentata
- Echinodorus Quadricostatus (Magdalenensis): le piante stanno mettendo nuove foglie, nessuna carenza riscontrata
- Criptocoryne Wenditti Brown: ha perso tutte le foglie che ora sono di un colore giallastro, sembrerebbe che ne stia mettendo di nuove
- Alternanthera Roseifolia: crescita sostenuta, non sembra mostrare carenze evidenti
- Vallisneria Spiralis: 2 piante inserite, una è morta. l'altra ha ben attecchito al fondo sta producendo nuove foglie e ha prodotto una pianta figlia
- Hemianthus Micranthemoides: crescita sostenuta, non sembra mostrare carenze evidenti
ho inerito qualche granello di mangime ricco di cereali (il comune mangime per pesci per intenderci) che è un'ottima fonte di fosfati sperando che questo possa aiutare le piante. concimato con 6mL di KNO
3 e 4mL di MgSO
4. ho aumentato la dose di potassio tenendo conto delle forte esigenze che l'Hygrophila ha di questo elemento.
GIORNO 13
l'aumento di potassio ha portato notevoli benefici all'Hygrophila che ha ripreso a crescere. inoltre le macchie rosse sono sparite. adotterò questa dose come dose giornaliera (6mL di KNO
3 e 4mL di MgSO
4). le altre piante paiono trarre notevoli benefici dall'akadama considerando che la vasca non ha alcun movimento d'acqua.
come vedremo a fine articolo infatti il movimento d'acqua è di notevole importanza per la crescita delle piante. tuttavia un buon fondo sembra alleggerire gli effetti deludenti che una vasca senza filtro e con un fondo male allesito possono generare.
GIORNO 14
somministrati 6mL di KNO
3, 4mL di MgSO
4, 3mL fi ferro chelato e altrettanti 3mL di microelementi. alcune piante, in particolare la rotala, mostrano segni di clorosi ferrica (evidente nelle foglie della
Hemianthus Micranthemoides in alto a sinistra nella penultima foto di questo articolo). dopo due ore dalla somminstrazione di ferro qualsiasi segno di clorosi risulta comunque sparito.
GIORNO 15
prima potatura di
Rotala Rotundifolia. tutte le piante crescono ad un ottimo ritmo e soprattutto non presentano carenze evidenti. l'unica pianta che sembra in qualche modo non adattarsi al fondo è la criptocoryne.
GIORNO 19
pH a 7.2. stabile. compaiono comunque i primi segni del cattivo utilizzo del protocollo PMDD a cui all'epoca non prestavo attenzione. in primis si notano i primi segni di un'esplosione batterica, l'acqua assume un colore sempre più biancastro. inoltre si notano i primi segni di alghe sul fondo, sinonimo di un eccesso di nutrienti unito all'esposizione della vasca alla luce solare diretta. infine quelli che sembrano segni di carenze nutrizionali delle piante altro non sono che segni di intossicazione. è praticamente impossibile che con la massiccia dose di PMDD cui ho sottoposto la vasca persistano ancora a 19 giorni dall'inizio carenze nutrizionali. soprattutto tenendo conto che la vasca ha un volume di 15 litri e con quelle quantità di fertilizzante si concimano acquari con ben altra capienza.
l'intossicazione vegetale si ha quando la conducibilità in vasca supera livelli tali da rendere impossibile alle piante il controllo sull'assorbimento di nutrienti. cosi facendo la concentrazione all'interno delle cellule è tale da portare la pianta ad invertire tendenza. essa arresta l'assorbimento e mostra cosi i sintomi delle carenze. tutto a vantaggio di alghe e batteri che possono proliferare tranquillamente.
pensando che tali segni di carenze fosssero dovuti all'aumento di biomassa in vasca, viste le ultime potature e le sempre più numerose piante figlie della echinodorus, ho addirittura aumentato la dose di PMDD a 7mL di KNO
3 e 5mL di MgSO
4. tutto a maleficio del sistema, ovviamente...
ecco i primi segni di una bella esplosione batterica
si noti comunque come le piante siano cresciute rispetto a 19 giorni prima, l'
Echinodorus quadricostatus ha iniziato a stolonare, e le altre piante sono tutte cresciute. infine notate la colorazione delle foglie dell'
Hygrophila corymosa, in particolare quelle più giovani. risultano con i bordi rossastri e leggermente arricciate, segni di deficienza di azoto, potassio e magnesio... o forse dovrei dire, come detto prima, di intossicazione.
GIORNI 20-28
questi giorni sembrano più una battaglia con i batteri e il fitoplancton. e già come se non bastasse una volta sconfitta l'espolsione batterica l'acqua ha assunto addirittura un colore verdastro. stop alla fertilizzazione. frequenti cambi parziali in questi 7 giorni hanno portato l'acqua quasi ad un colore normale.
le piante sono comunque cresciute oltre ogni aspettativa. il fondo è stato portentoso. ma tireremo le fila del discorso nelle conclusioni.
GIORNO 30
dopo un mese, complici le temperature che di notte iniziano a farsi basse, l'esperimento puù dirsi terminato.
l'acqua come si può ben vedere non ha ancora una colorazione cristallina. bene ora tiriamo le fila del discorso elencando pro e contro della gestione focalizzando l'attenzione soprattutto sul fondale.
CONCLUSIONI
l'esperienza non può che aver portato risultati molto buoni anche se a prima occhiata non si direbbe affatto, non credo che nessuno voglia in casa una vasca del genere... prima però facciamo alcune doverose considerazioni:
- assenza di filtro o di qualunque movimento d'acqua: questo è un fattore di vitale importanza per le piante acquatiche essenzialmente per due motivi: uno degli elementi fondamentali per una pianta è il carbonio. senza di questo una pianta non può crescere perchè manca della materia prima per formare nuove cellulle. appurato che le piante non hanno la facoltè di muoversi e andare in giro per ottenere carbonio ne deriva che è il carbonio a dover andare da loro. considerato poi che in prossimità della pianta si viene a creare dopo qualche ora una zona povera di carbonio (a causa del suo assorbimento) otteniamo che la pianta non ha la possibilità in alcun modo di ottenere carbonio se non attraverso l'assorbimento radicale. pertanto un costante movimento d'acqua contribuisce a rompere questa zona povera di carbonio e a far si che questo elemento sia sempre disponibile alla pianta anche attraverso le foglie da cui preferisce assorbirlo. e ora evidente che in questa esperienza la crescita rallentata è dovuta in parte a questo fattore. senza poi considerare che essendo il carbonio il fattore limitante nella crescita ne deriva che di conseguenza anche tutti gli altri elementi non vengono assorbiti perchè inutili in quel momento. allo stesso modo non solo il carbonio non viene assorbito ma anche tutti gli altri ioni non possono essere assorbiti (se non dalle radici) per via dell'assenza di un movimento d'acqua che li metta a diretta disposizione della pianta. in secondo luogo tutte le piante che ho inserito si sono sviluppate ed evolute in ambienti con acque mosse (fiumi o ruscelli) per cui essendosi adattate in tali ambienti non hanno le facoltà per vivere ed adattarsi ad un ambiente simile (vedi in particolare l'Hygrophila Corymosa). infine un assenza di movimento d'acqua comporta un assenza di ricircolo anche nel fondo che ne risulta cosi penalizzato.
- cattivo utilizzo del PMDD: all'epoca non ne ero a conoscenza ma con quelle dosi di fertilizzante si concimano acquari da 80 litri ed oltre, figuratevi che concentrazioni in soli 15 litri! come detto prima una conducibilità alta porta ad un arresto dell'assorbimento di nutrienti. il fatto che per esempio all'aggiunta di ferro i segni di clorosi sparissero è semplicemente dovuto al fatto che nell'atto di inserire il fertilizzante quel minimo movimento d'acqua che facevo per distribuire i nutrienti era sufficiente per avvicinare i nutrienti alla pianta. senza alcun dubbio questo eccesso di nutrienti a portato alla completa saturazione del fondo quindi all'esplosione batterica e alla formazione di alghe.
considerando questi fattori possiamo dire che le piante sono cresciute col solo sostegno del fondo, il che ne evidenzia le enormi capacità. l'akadama in unione alla torba rappresentano un ottimo fondo fertile in grado di fornire alle piante un ottimo apporto di nutrienti ed un ottima ossigenazione delle radici. con il solo aiuto di un filtro senza alcun utilizzo di fertilizzante si ottengono risultati sensazionali, anche con vasche tenute all'esterno come questa.
il fine di questo articolo era proprio di mostrare l'utilizzo di questo fondo, vediamo di estrarne i concetti fondamentali:
come abbiamo visto il periodo di instabilità non è limitato ai primi 3 giorni. sarebbe corretto aspettare almeno una settimana prima di inserire piante e ancor di più pesci o crostacei. questo per due motivi: primo, dare al fondo il tempo di raggiungere il suo equilibrio con l'ambiente circostante in modo da non provocare sbalzi. in questo periodo ci è concesso intervenire sull'acqua in modo da regolare pH, KH, GH e conducibilità. non dimentichiamo l'enorme sbalzo che hanno tali valori nei primi giorni. l'effetto di torba ed akadama può arrivare ad azzerare KH e GH in acque di rete. una volta sicuri sul corretto valore di alcalinità possiamo aggiungere la CO
2 e aspettare qualche ora per vedere come reagisce il sistema. non fate le cose frettolosamente, avete visto cosa accade se non si rispettano queste semplici regole. soprattutto nel caricamento del fondo non bombardatelo di fertilizzanti ma lasciate che in questa settimana si carichi spontaneamente, magari effettuando dei cambi parziali giornalmente per fornire nuovi nutrienti. anche in questo caso avete visto cosa accade se non si fa attenzione ai fertilizzanti, magari non nell'immediato ma ne sentirete gli effetti dopo due-tre settimane. secondo, dare alla flora batterica il tempo di insediarsi nel fondo e nel filtro, se siamo ad acquario appena allesito.
passata questa fase critica l'akadama si dimostra un ottimo materiale di fondo, chimicamente e biologicamente attivo, con una vita utile di qualche anno.