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la Neocaridina Davidi var. Red Cherry



esemplare maschio di red cherry mentre rovista incessantemente tra gli steli di Aegagropila linnaei in cerca di cibo

ORIGINE

Neocaridina Davidi meglio conosciuta come Red Cherry (il suo nome si ispira alla sua colorazione rosso intensa che ricorda quella di una ciliegia) è un piccolo crostaceo originario del Taiwan. Su siti vecchi o non molto aggiornati si indica il nome scientifico della Red Cherry come Neocaridina Heteropoda. Tutto corretto se non fosse che questo nome è stato successivamente (circa intorno al 2013-2014) sostituito con Neocaridina Davidi. Nome ancor più antico è Neocaridina denticulata sinensis che risale al 1918 circa. Problemi di tassonomia poichè comunque tutti i nomi indicano la stessa specie, la Red Cherry appunto.
In natura forma numerosi gruppi che vivono più che altro al riparo dei predatori rifugiandosi tra piante e radici. Nota interessante è che sostanzialmente non vedremmo mai una Red Cherry in un fiume del Taiwan. questo perchè la loro colorazione ancestrale non è rossa. in natura infatti la colorazione della Neocaridina Davidi è essenzialmente grigia, quasi trasparente. La mutazione rossa è stata ottenuta mediante un lavoro di selezione operata dall'uomo che è riuscito ad accentuare al massimo questa caratteristica permettendoci cosi di poter ammirare questa specie. Anche altre varietà come la Yellow Cherry sono state ottenute tramite la selezione a partire dal ceppo ancestrale.

L'ACQUARIO

La convivenza della red cherry con altre specie è fattibile ma a patto di rinunciare, nella maggior parte dei casi, ad un elevata riproduzione. inziamo col dire che solo alcune specie di pesci possono convivere con questi gamberetti senza impedirne la riproduzione. parliamo per lo più di pesci alghivori o dall'indole molto pacifica come i corydoras. pesci che non sono per nulla interessati a predare i piccoli di red. ogni altra specie è un rischio concreto per la buona riuscita di un allevamento che punti alla riproduzione. Allevatori che tengono red cherry in comunità con pesci di vario tipo lamentano una mancata riproduzione da parte dei gamberetti. semplicemente questi vengono predati dai coinquilini ancor prima di raggiungere una dimensione apprezzabile (come gli stessi allevatori hanno poi confermato). sono invece assolutamente esclusi ciclidi e scalari che oltre a rappresentare un rischio per la prole sono un rischio anche per gli esempalri adulti.
L'allevamento con lumache invece non provoca alcun disturbo. Anzi le lumache contribuiscono a mantenere l'ambiente più "pulito" in quanto sono delle ottime divoratrici di foglie morte o resti di cibo. possiamo quindi inserire vari gasteropodi quali amplullarie, planorbarius, neritine ecc.
Ora allevo red cherry in un acquario dedicato e, rispetto a quando le allevavo in comunità con varie specie di pesci, sono in ottima salute e si riproducono tranquillamente (se abbiamo dei pesci sarà molto raro vederle, visto che sono alla continua ricerca di un nascondiglio).

la vasca può variare dai 30 litri netti fino ai 100 e oltre. non avendo grandi necessità di spazio è quindi possibile allestire un piccolo "cube" da 30 litri dedicato alle red cherry. un acquario da 60 litri è un ottimo compromesso tra costo contenuto, valori dell'acqua stabili e vivibilità. lasciando stare quindi discorsi riguardo la capienza della vasca che rispecchia puramente le esigenze e le disponibilità di ciascuno di noi ciò che non può assolutamente mancare in un caridinaio è la presenza di piante e muschi.


le red adorano rovistare tra gli steli dei muschi, come in questo suggestivo christamss moss

il ruolo fondamentale delle piante è mantenere l'ambiente il più stabile e pulito possibile, oltre ad offrire numerosi nascondigli. infatti le red cherry, come tutte le caridine, sono molto sensibili alla presenza di sostanze tossiche (metalli pesanti, fertilizzanti in eccesso). per questo motivo un acquario dedicato alle neocaridine deve essere pensato per ospitare piante e muschi. quindi dovremo avere un fondo che supporti la crescita della vegetazione e una buona illuminazione, al di la delle esigenze delle red cherry (che in fatto di fondali o illuminazione non sono molte). dobbiamo comunque preservare l'ambiente acquatico evitando possibili sbalzi nei valori dell'acqua causati magari dal movimento del fondale per manutenzioni varie. per questo è consigliabile a mio parere mettere un considerevole strato, anche di 5-6cm, di ghiaietto tra la superficie dell'acqua e il materiale nutritivo (terriccio fertile, torba...). per la scelta del ghiaietto possiamo pensare ad una copertura inerte o ad akadama. nel caso in cui fossimo orientati al ghiaietto inerte un mio consiglio è quello di utilizzare una colorazione scura (un bel ghiaietto nero sarebbe il top) in modo da risaltare il rosso intenso delle red cherry.
per la scelta delle piante sarebbe meglio inserire piante che non richiedono un eccessivo apporto nutritivo in modo da limitare di fertilizzare direttamente l'acqua. sono ben accetti muschi di tutti i tipi (vascularia dubiana, spiky moss, christmass moss, riccia fluitans, monosolenium tenerum (pellia), Aegagropila linnaeia...) piante come najas guadalupensis, anubias nana, vallisneria spiralis.... nel caso in cui decidessimo di inserire piante più esigenti ad esempio appartenenti al genere hygrophila, echinodorus o cryptocorine assicuriamoci di non fertilizzare abbondantemente. l'ideale sarebbe preparare il fertilizzante adatto alle nostre esigenze (ad esempio per l'apporto di potassio creare una miscela a bassa concentrazione in modo da concimare le piante ma allo stesso tempo preservare le red. in ogni caso dovremo rinunciare ad una crescita abbondante). va comunque puntualizzato che la red cherry non è un gamberetto delicato come potrebbero invece essere specie quali Caridina cantonensis e pertanto tollerano quantità piuttosto elevate per il loro genere. ciò che le danneggia seriamente sono i metalli pesanti, quindi occhio alla somministrazione di ferro e microelementi.
l'illuminazione deve essere pensata in funzione delle piante.
una nota che parrebbe una banalità ma che invece reca parecchi danni è l'utilizzo di un prefiltro adatto senza il quale la prole verrebbe inevitabilmente aspirata dall'impianto filtrante. escludiamo a priori l'utilizzo di una spugna come prefiltro poichè il risultato non è quello sperato. esistono in commercio opportuni prefiltri in metallo al costo di pochi euro ideali per l'allevamento di neocaridine in generale. il mio consiglio è quello di farci un pensierino, nè gioverà il vostro allevamento e vi risparmierete non pochi grattacapi.

VALORI DELL'ACQUA

la red cherry non è molto esigente. si adatta bene ad ambienti medio acidi o medio alcalini. in effetti se leggiamo in rete si trovano diverse opinioni contrastanti sui valori cui questo gamberetto andrebbe allevato. francamente parlando ognuno trova il proprio range ottimale di valori. tuttavia come linea per orientarsi i seguenti valori sono quelli "ottimali" per l'allevamento e la riproduzione di questa specie:

ph: 6.5-7.5
GH:<16
KH:4-15
conducibilità: 300-500 uS
temperatura: 15-30, per la riproduzione 18-22

per la riproduzione tail valori devono essere tassativamente rispettati. tant'è vero che nel periodo estivo, non appena le temperature in vasca iniziano a superare i 25 gradi, la riproduzione si arresta. se invece non siamo orientati alla riproduzione di tale specie allora anche valori leggermente diversi rendono adatto l'acquario per ospitare questo piccolo crostaceo.
i cambi d'acqua, come di consuetudine, servono a purificare l'ambiente. cerchiamo di preparare l'acqua in modo che non provochi sbalzi nell'acquario. cambiare piccole quantità (7-8 litri in un acquario da 60) settimanalmente.

DIMORFISMO SESSUALE


la femmina di red cherry presenta una colorazione più intensa oltre ad essere di dimensioni maggiori rispetto al maschio. inoltre le femmine si distinguono dai maschi per la presenza di una zona gialla, detta sacca ovarica, dove sono presenti le uova ancora non fecondate. tale zona si trova tra il carapace e l'addome (visibile nella foto).


i maschi invece sono molto più chiari, quasi trasparenti. hanno un carapace molto più esile rispetto a quello della femmina. inoltre al contrario delle femmine li troviamo sempre in movimento nell'acquario, eccitati dai ferormoni rilasciati dalle femmine.


RIPRODUZIONE

la red cherry è nota per la sua alta capacità di riprodursi. riescono ad aumentare esponenzialmente il loro numero nel giro di pochi mesi. una singola femmina può arrivare a produrre tra i 25-35 piccoli. una volta fecondate le uova passeranno dalla sacca ovarica, che quindi non sarà più di color giallo, per essere messe tra le appendici natatorie (quelle articolazioni che si trovano sotto la coda e che vengono usate per nuotare).


in questa foto sono ben visibili le uova che questa adulta mamma red tiene sotto la coda (tra i pleopodi).


nel caso della femmina tali appendici servono anche per ospitare e trattenere le uova, ma soprattutto per ossigenarle. non è raro infatti vedere una mamma red girare e rigirare le uova al fine di ossigenarle. il periodo di gestazione varia dai 28 ai 30 giorni a seconda dell'età dell'esemplare. una femmina adulta impiegherà più tempo ma riuscirà a trattenere un numero maggiore di uova rispetto ad una giovane che avendo una gestazione minore metterà al mondo un numero minore di piccoli.
l'accompiamento avviene subito dopo della muta (come in tutte le neocaridine d'altronde). accade che la femmina si "spogli" della propria pelle rimanendo come dire, nuda. a questo punto il maschio feconda le uova presenti nella sacca ovarica. nel giro di al più 24 ore le uova passeranno dalla sacca ovarica ai pleopodi.
se le uova diventano scure (in genere dopo una settimana dal tentativo di fecondazione) significa che l'accopiamento non è andato a buon fine. la femmina abbandonerà pian piano le uova fino a liberarsene completamente. tuttavia non perderà assolutamente la sua capacità riproduttiva.
per quanto riguarda l'acquario come già detto la presenza di altri pesci non comprometterà l'attività riproduttiva ma i coinquilini renderanno dura la vita ai piccoli di red. i valori dell'acqua devono essere ottimali, pena la non riproduzione dei gamberetti. precedentemente abbiamo detto che la presenza di lumache non compromette la buon riuscita dell'allevamento, tuttavia un numero elevato di lumache (nel caso delle ampullarie queste costituiscono un serio problema se in numero elevato) potrebbe creare una competizione per le risorse di cibo sfavorendo la crescita delle piccole red.


red femmina mentre ossigena le uova.

le risorse di cibo devono sempre essere disponibili ma ovviamente senza esagerare per non inquinare eccessivamente l'acqua.

i piccoli avranno le dimensioni di qualche millimetro. nel giro di qualche settimana tuttavia cresceranno a vista d'occhio. ad un mese dalla nascita superano il centimetro. nessun particolare accorgimento se non quello di utilizzare un prefiltro per evitare che le piccole vengano aspirate dal filtro.


ALIMENTAZIONE

Per alimentare le nostre red possiamo ricorrere a diverse soluzioni: dal comune mangime per pesci (possibilmente quello che va a fondo appena messo in acqua) alle pastiglie di spirulina (alga molto salutare per le caridine) o alle verdure sbollentate (a temperatura ambiente ovviamente) e fatte a pezzetti (carote, zucchine, bietole, spinaci).
i risultati migliori si ottengono variando l'alimentazione, per cui non concentriamoci solo sul somministrare spirulina o verdure sbollentate. le verdure non sono un obbligo ma rappresentano un valido supporto per integrare vitamine.

per quanto riguarda l'alimentazione dei piccoli non preoccupiamoci. al contrario degli avanotti di pesce, le piccole red sono completamente autosufficienti già dalla nascita e quindi apprezzano lo stesso cibo degli adulti.


adulti e piccoli alla ricerca di cibo sul fondale. anche se non lo notiamo le red mangiano di continuo microalghe o piccoli animaletti in sospensione che non riusciamo a distinguere


è importante non dare da mangiare troppo alle red (o ad ogni altra caridina), somministriamo poco cibo una volta al giorno. esse infatti non patiscono la fame poichè mangiano di continuo. tutto ciô che in acquario è in via di decomposizione viene ripulito da questi piccoli gamberetti che sono degli ottimi spazzini. per cui poco cibo tutti i giorni.


PICCOLI ACCORGIMENTI

le caridine sono molto delicate ed è quindi meglio cercare di creare un ambiente il più favorevole possibile. è stato notato che l'aggiunta di pigne d'ontano o foglie di catappa migliorano di molto la vita dei crostacei. essi infatti rilasciano in acqua delle particolari sostanze chimiche che contribuiscono a mantenere sano l'organismo dei gamberetti. minore è quindi la probabilità di avere malattie in vasca (e quindi ritrovarci davanti a numerose morti), maggiore invece è la percentuale di successo nel caso in cui decidessimo di riprodurre questi piccoli gamberetti.
va comunque ricordato che come la torba, catappa (o quercia) e pigne d'ontano colorano leggermente l'acqua (io pur avendo inserito 5-6 pigne d'ontano non ho notato alcuna differenza apprezzabile, comunque c'è chi lamenta un cambiamento nella colorazione dell'acqua. invece la catappa colora l'acqua decisamente di più).


pigna d'ontano.

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